Le parole sono come il miele

Se accetti la ragione ti rassegni. Se tolleri l’abitudine diventi uniforme. Spoglie di apparenze colorano questo universo e scolpiscono l’utopia. Si muovono da piano a valle. Da città in paese. Formano un torrente che si avvinghia alla vita, raccoglie frammenti e fa amicizia con la sobrietà. Non vogliono farsene una ragione. Vanno di sillaba in sillaba, di vocale in dittongo a metter radici…

Intessono i pensieri nell’ora e nell’oggi e rivestono i miei passi. Le unisco con l’amore che facciamo fra due silenzi. Le parole sono come il miele. Non devono essere mescolate allo zucchero. Devono permanere pure. Così partono con l’ultimo raggio di sole. S’inerpicano sulla roccia umida, e sognatrici saltano a piene mani dentro la buca muta. Sopra la grana di questa superficie premono, scorticano, graffiano. La menzogna non funziona più. Non ci si aiuta a sopravvivere…  

Il cielo si solleverà e rovescerà la malinconia. Getterà sabbia sul sarcasmo e seppellirà la sventura. Varcherà le frontiere, soffocherà l’ipocrisia, figurerà l’emozione. Le impossibilità sono necessarie. Tenersi a galla è poca cosa. Restare dritti e ostinati  nella determinazione di contrastare il fascino della superficialità è la forza più preziosa. Non ti voltare. Lasciati condurre dal desiderio. Sfiora le labbra con le dita. Ghigna forte. Ama i gesti d’amore… 

 

 

 

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