Il Sogno del giorno 25: Dicembre 2021

Che sia un natale lungo il giusto. Nove mesi a sentir parlare di battaglie, cultura, ultime spiagge. Ti ho letto sempre, con uno sguardo isolato e lieto di esserlo, e devo ammettere che mi hai dato abbastanza cose da mangiare. Ma allora cos’è questo buco allo stomaco? Nostalgia, o assuefazione alla qualità del cibo e del servizio social. Chissà. I tuoi sogni erano un colpo di spillo quotidiano alle teste sempre più gonfiate. Erano una forma di lotta. E passavano per superbia. Erano una forma di rispetto. E passavano per aggressività. Succede. E succederà ancora…

Si è tanto parlato di partecipazione attraverso i canali social, ma era solo un’etichetta. In uno dei primi sogni, mi avevi sconcertata dicendo che quello, proprio quello, era stato il giorno più bello. Come può essere bella una sconfitta? Ma già, eri RaffaPa. C’erano e ci sono grandi valori che i medi e i piccoli valori non sopportano. La differenza è che allora dovevi dimostrare qualcosa, adesso no. Penso ti sia rimasta la voglia di combattere e ti sia sparita la voglia di giocare. Di te era bello il modo in cui credevi negli altri. Ci sono molti significati d’altri. E non è solo il senso che ci resta…

Io continuo a credere che il sole dalla luna abbia avuto meno di quanto meritasse. Ma il rispetto  che si manifesta per i tramonti romantici quando escono allo scoperto, quello lo ha avuto. E vale parecchio. Vale al punto che da oggi aspetto un altro Sogno. Da qualche parte dovrà pur spuntare. Anche se in questo buio è difficile immaginarlo. E quando arriverà, non farà sconti. La nostra metaforica sconfitta è pronta. E  il Natale, non solo metaforico, sarà il sole a portarlo…  

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