Democracy

Non ricordo. So che era un giorno, non un fantasma o un’ immagine. Un giorno vivo, che conosce la pazienza e il furore. Una giornata imprevedibile, che scende in strada con le sue braccia nude ed i suoi alberi sospesi al cielo. L’indole di una nazione ebbra di emozione, in scansione ciclica e non periodica, che sceglieva di colmare le curvature dell’egoismo e del denaro e di consegnarsi all’eternità. Forse sognavo. C’era qualcosa da fare, qualcosa che non sapevamo dire. Eravamo felici. Tante cose tutte insieme. Tutti insieme, tante cose. Non ricordo nulla. Tutto è dentro me.

E ora? Ingiustizie, guerre, disuguaglianze: sono condizioni irrinunciabili di regolare e consueta normalità. Tutto procede secondo una certa logica di principi, semplici, efficaci, aritmetici. Tutto deve essere in ordine, puro e sottomesso. La macchina è ben oliata ed ha una sua logica. I sognatori non hanno molta scelta, o si integrano con la logica delle cose, o si fanno stritolare dalla macchina. In realtà, resta loro l’imbarazzo: giocare continuamente con le fila del tragico, cercando di non lasciarsi prendere in trappola.

Penso all’informazione che diffonde fata-cultura: manichini di cera, con sorrisi fissi, posati sullo schermo come una coltre, parlano. Nei loro salotti intrisi di gioia mondana, circondati da sguardi riverenti, sorridono. Passano da un argomento a un altro, da una parola a un’altra, come un attore che trucca le sue maschere. Ho imparato nella solitudine a detestare la mediocrità. E’ l’abitudine alle cose mediocri che immobilizza, lì si annida il vero torpore. L’avidità di denaro è insaziabile. Questa dev’essere la grande crisi di cui si parla tanto. La mano che strangola è la stessa che accarezza.

Sei sorpreso? Hai delle persone che lavorano per te e li consideri come mendicanti. Li paghi al minimo, li mantieni nella miseria e dimentichi che sono uomini: secondo te sarebbe una fatalità! L’avidità separa gli uomini, uccide la verità, è cieca. No! Cerca di capire, non è che accechi! La gente vede benissimo. Visita un paradiso, lo calpesta, lo sfrutta e vi getta immondizia. L’avidità è contagiosa, si moltiplica, espone i propri argomenti, semplifica. Ha la vocazione alla corruzione. La cosa è moralmente condannabile, ma la morale non fa l’economia. Vado spesso ad incontrare le persone, dico quel che penso, non sono disperata, sono lucida. A volte, faccio dei disegni per terra con un pezzo di gesso, sono bombardata  d’immagini e informazioni.

Quando mi spengo, mi tranquillizzo. Riesco a ritrovare un equilibrio tutto mio e ripenso al mio ruolo: garantire l’estensione dei diritti democratici a tutti i cittadini, e riconoscere il diritto del popolo, come totalità organica, a governarsi da sé. Così riesco a ricordare: ventisei individui detengono la ricchezza di tre miliardi e ottocentomila persone…

Tutto quello che abbiamo è ciò che ci siamo presi. Si è vivi e felici solo se lo sono anche gli altri. Chi non ha molto da offrire avrà sempre molto da istruire. Democratica, troppo democratica, dunque sovversiva…

That live freedom,

Democracy

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