Sotto diversi punti di vista

diversi punti di vistaLa realtà continua a vivere relativamente indisturbata. E’ poco sensibile ai diversi punti di vista e, fedele alla sua abitudine, cammina a testa bassa, con un’espressione contrariata in volto, a falcate decise. La sua coscienza muta colore a seconda della luce, dal giallo servile all’ocra risentimento fino al rosso voltagabbana…

Quando il gioco si fa duro, la gente sta lunga e distesa, quasi imbalsamata nella sua certezza di non contare nulla. Rispolvera il suo vecchio mondo: l’odore di gelsomino, le tende che ondeggiano al vento, il latte di asina fermentato nei boccali di legno…

L’attualità è un tema banale per un dramma strappalacrime. Il sangue dell’impostura gocciola ai piedi dei poveri cristi. Ricopre il tempo di glassa al cioccolato fondente e lo farcisce di minutissime scaglie di mandorle. Circola nelle zone più popolose e depresse del Paese, governato dalla longanimità di un popolo. Il tempo vi scorre sopra, senza fermarsi, senza lasciar dubbi né esitazioni…

Sotto diversi punti di vista, si spera sempre che le cose cambino in meglio, invece no. La speranza è il gratta e vinci dei poveri; la fregatura di un potere che vuole una ricchezza a diffusione limitata e opera in suo nome. E nessuno dubita che sia stato proprio lui, il potere, a inventarla…

Il grigio non è solo una miscela di bianco e di nero. È anche la scelta dello sguardo neutro, delle passioni fredde, della presa di distanza. Nello scendere a compromessi spesso colui che offre la felicità è il più dannato di tutti. Quella regia perfetta che crede di vivere di sincerità mentre racconta menzogne…

Abito una saldatura critica che sappia allontanarmi da questo paesaggio antropizzato. Nei diversi punti di vista forse l’opposizione più potente nelle mani degli esseri umani…

Levità. RaffaPa, eritArt.com

 

P.S. Mi chiedo a questo punto cosa sia il mondo, se non la conseguenza e la proiezione di un disegno ideale, sgombro da tutti quei criteri soggettivi che danno luogo a una visione tremolante, come quella di una pellicola cinematografica fatta scorrere troppo lentamente…

E l’ispirazione e la misura che la governa un territorio intravisto, forse irraggiungibile, idoneo a smantellare questa struttura e costruirne una che non richieda, come attori indispensabili, le vittime e i carnefici…

Così la vera storia non sarà la cronaca dei fatti, ma la storia delle nostre resistenze al caso, del nostro aver combattuto per non voler trovare la morte, e criticato nel mentre che vivevamo i fatti che ci accadevano…

 

 

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