Maradona è megli’e Pelé

Ho nostalgia non del calcio, ma di un’idea del calcio. Lo spettacolo fatto di passione oltre lo schermo. Che s’illumina di una bellezza immediata e si guarda per il piacere di guardarlo. Lontano dalla farsa di un pallone che rotola nel fango dei diritti televisivi, con i calciatori attori gonfiati, nei looks e nei conti in banca…

Mi sono presentato. Ora ho un’allegro nodo da sciogliere: Pelé o Maradona?…

Pelé era calcisticamente dotato di due piedi. Maradona calciava solo con il sinistro. Il primo ha trascorso tutta la sua carriera in Brasile, giocando nella squadra più forte, il Santos. A fine carriera è passato a far cassa andando in America, nei Cosmos. Poi, è diventato una sorta di ambasciatore del pallone, un funzionario cha ha funzionato molto bene come uomo-immagine della FIFA. Un esempio da seguire, per tutti. Venerato dal suo popolo, amato e rispettato dagli avversari…

Maradona ha giocato nel campionato spagnolo e in quello italiano. Amava regalare fantasia, non buoni esempi.  Se non c’era il pallone si arrangiava a palleggiare con un’arancia o una palla da tennis. Era un uomo contro. Si è fatto tatuare Ernesto Guevara sul braccio, ma non per moda. È andato a trovare Presidenti come Chavéz, Evo Morales e Fidel Castro. È stato il grande campione e il pessimo scugnizzo. L’imperfezione era la sua vita, la sua compagna, la sua droga. A Napoli ha cambiato un copione che sembrava già scritto a favore delle potenze calcistiche del nord. E soprattutto, ha fatto sognare di più. Sì, Maradona è megli’e Pelé…

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