La sua “discesa in campo” avvenne il 26 Gennaio 1994 e fu resa nota attraverso un messaggio televisivo preregistrato della durata di 9 minuti, inviato a tutti i telegiornali delle reti televisive nazionali…
Avanza la trasmissione automatica di un certo modo di vedere la vita, di giudicare, di comportarsi. Il consenso a Donna Giorgia, inizia da qui. Lavora di fino, tesse trame, costruisce modelli, occupa spazi lasciati scoperti. Una deriva lenta, ma continua ed efficace…
Quel silenzioso radicarsi all’interno del Paese dell’idea per la quale il proprio interesse particolare, può essere perseguito anche quando stride con l’interesse della collettività. Quella certezza diffusa di “poterla fare franca” in un modo o in un altro, sempre e comunque…
Diventa proprietà comune il mito dell’arrivismo a qualsiasi costo, della svendita della propria dignità alla ricerca del modus operandi che permetta di vivere agiatamente e guardare gli altri dall’alto…
Pilotata dal micidiale strumento dell’informazione, si diffonde quella marcata tendenza all’individualismo, all’edonismo; la trasformazione del soggetto umano in “cittadino consumatore” che progressivamente cancella ogni forma di diversità, soprattutto se questa porta a riflettere…
Si affermano squallide figure che mercificano ideali e passioni, eliminano l’alfabeto, disintegrano la sintassi, espropriano il pensiero. Un’egemonia culturale che considera ogni approccio alternativo come inattendibile. E qualsiasi critica, seppur morbida, un estremismo…
Eccola, la fotografia glamour della deriva autoritaria: sostituire alla comunità l’individualità. Disintegrare l’idea di un destino comune. E “consentire” a chi vive al sole di non sentirsi più responsabile per chi vive nel sottosuolo…
(Continua)
