La critica della retorica democratica

critica della retorica democraticaCon la critica della retorica democratica partiamo da una domanda. Quanto si può continuare a credere in una democrazia, parlo in generale, che elegge i propri rappresentanti attraverso la partecipazione di una minoranza di elettori? Questa società privilegia la crescita economica, dimenticando per strada la crescita umana. Si continua a ripetere che democrazia significhi libero mercato, ma in realtà la libertà non può esistere senza un qualche tipo di giustizia economica…

Un barbone è teoricamente libero di cenare al Ritz, ma di fatto si tratta di una cosa impossibile. E’ diventato evidente come questo modello economico stia portando alla distruzione del pianeta; e non si tratta di un’anomalia, ma è la logica stessa del sistema, il suo normale funzionamento…

Il mercato globale ha bisogno di materie prime pagandole il meno possibile. Ha necessità di trovare nuovi mercati per le merci che produce. Ha un disperato bisogno di tagliare il costo del lavoro, e poiché i margini di profitto diminuiscono anno dopo anno, ciò comporta un aumento dello sfruttamento…

A questo servono le guerre cui abbiamo assistito negli ultimi decenni. All’interno di questa fisiologica “normalità” rientrano anche le delocalizzazioni, in virtù delle quali le imprese trasferiscono la produzione là dove il costo del lavoro è più basso… 

Ci vuole rispetto, diceva spesso mio nonno partigiano. Ed è vero, ci vuole rispetto: della Costituzione, delle regole, dei diritti, dei doveri. Quanto si può continuare a credere in una democrazia, che tratteggia lo scenario perfetto ma irreale in cui si pagano meno tasse e si hanno servizi gratuiti e di qualità per tutti?

Forse non era prevedibile che l’avere più che l’essere condizionasse tante persone. La critica della retorica democratica, però, ci permette di dire che i cittadini che pagano le tasse sono una minoranza e gli evasori sono una maggioranza…

Può darsi il caso di una società sensibile alla democrazia ma povera o priva di valori democratici. Quella che ci ostiniamo a chiamare democrazia, altro non è che una forma di governo adulterata, immagazzinata nelle viscere del sistema economico scavato dal consumo…

Ha delle persone che lavorano per lei e li considera come schiavi. Li paga al minimo, li mantiene nella miseria e dimentica che sono esseri umani. Dietro la critica della retorica democratica, c’è la lotta per una società pacifica e ragionevolmente giusta…

Si è democratici non solo attraversando l’agevole strada dei fini, ma percorrendo quella più tortuosa dei mezzi per aprire o mantenere aperti degli spazi possibili. E questi spazi non vengono “regalati” dalla democrazia in modo automatico.  Si tratta di trovarli, di inventarli, o di inventare come smettere di cercarli…

eritArt.com, così fiera di essere libera pensatrice. Così convinta che parlare di tradimento dell’ideale democratico da parte dei vertici delle istituzioni e della politica non è peccato. Che andare contro le ricchezze concentrate in poche mani, vuol dire amare la democrazia e volerla viva, ripulita.

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