La chiamavano Dignità

La parola ho cominciato a praticarla come attività fisica. La frequentavo per non operare nella clandestinità e per avere amplessi più assortiti. Un modo di tenere cucita la vita. Una ginnastica mentale che si nutriva di nessi associativi…

I poveri sono matti, diceva Zavattini. Anche chi scrive, vorrei aggiungere. Quella forma di militanza che porta a scegliere un incedere sobrio, rude, scoraggiante…

Così è andata e sono sopravvissuto. Non ho storia. Se l’avessi gli chiederei di non farmi arrivare alla fine…

Sarebbe bello immaginarsi un giorno dove le morti bianche non sono eventi vissuti sempre come se fosse la prima volta, ad esempio. Un giorno che ha delle strane leggi: un’antica meraviglia e una nuova resistenza…

Soggiornare in un tempo imprevedibile che accende lo sguardo e va al di là della ragione. Che rifiuta il possibile. Che scrive e cammina oltre quel confine…

Lontano dalla solita approssimazione di sempre, il solito fondo di doppiezza, il solito tentativo di far quadrare tutto. Un giorno fatto meglio, costruito meglio, in grado di resistere ai disastri quotidiani…

Lontano dalla logica maniera di tenere sempre ogni cosa in sospeso, di rinviare a domani…

 

 

 

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