In realtà

Con un inevitabile margine di arbitrarietà ribadisce l’assioma secondo cui la realtà, è essenzialmente una questione di sguardi. Ma quando guarda il suo tempo si accorge che bussa nel tempo degli altri…

Il suo complesso di suoni organizzati è qui a non far niente, mentre sparge significati che crollano su un pubblico già pronto ad applaudirla sulla retta via dell’inferno…

La parola è un’espressione alternativa che, al di là di ogni simulazione, si sente parte. E spendendo metà della vita a dormire, al risveglio segue il dubbio che esista l’intelligenza, e Sogna…

Le notizie dalla realtà non sono buone. La vita è poco vivibile. Confonde tutto. L’umano inghiotte immagini e si aggrappa come una radice alla sua zolla di terra…

La parola cammina, lasciandosi sfuggire di bocca dei voli folli. Dietro di lei, degli sguardi, la seguono senza dir nulla. Una ragnatela nera e trasparente. Lieve. Visibile…

Sorveglia la notizia e sorvola l’informazione. Gli fa piacere di far mostra di catturare una quantità di cose. L’aria è umida, e le parole sono sempre più libere, dal momento che non trovano più ascolto…

E vado da una realtà smarrita, che sale le scale per raggiungere la superficie delle cose e del tempo, che ha perso il padre e trovato il padrone…

Lei si chiama erit. Di nido in nido, di chioma in fronda, agita il suo candore…

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