Sul portale internet Rainews trovo una notizia interessante: Rapporto Censis, 4,5 milioni di italiani si informano sui social. Dopo aver ricordato che il 30 per cento dei nostri connazionali vede come nemico chi è portatore di una concezione della famiglia diversa da quella tradizionale, e quattro italiani su dieci si sentono minacciati da chi vuole facilitare l’ingresso nel Paese dei migranti; il noto istituto di ricerca socio-economica descrive nel 2024 “un popolo impaurito in preda della paranoia e delle più infondate teorie complottistiche”…
E in tema di istruzione, definisce lo Stivale la “fabbrica degli ignoranti”, sottolineando come la mancanza di conoscenze di base “rende i cittadini più disorientati e vulnerabili”. È in atto già da molto tempo, precisa il Censis, una trasformazione profonda della nostra società, e che ora evolve diventando scetticismo e rabbiosa ostilità nei confronti di ogni rispondenza a criteri razionali…
Si può far finta di niente. Ma non si tratta di esagerazioni, è una faccenda molto seria questa ricerca, e snocciola dei dati che fanno riflettere: il 35 per cento dei giovani è convinto che non convenga impegnarsi per laurearsi, conseguire master o specializzazioni, per poi ritrovarsi con guadagni minimi e rari attestati di riconoscimento…
La speranza interverrà, dirà qualcuno. Intanto, sempre sulla stessa pagina, si apprende il dress code per la Prima della Scala: eleganza e sobrietà sono le parole d’ordine. Un rigore sofisticato adatto alla raffinatezza dell’evento…
Il finale resta triste: zero anticorpi e quattro atti d’influencer. La forza del destino sembrerà un posto senz’anima, un guscio vuoto. E traccerà un solco, forse. In futuro l’ignoranza sarà dipinta come tratto distintivo della nostra specie. La nuova tendenza, certamente…
