Giorno cento
Ti trovo ritornando dal fontanile, e per le strade, e là tra le rotaie t’incontro mentre dici e sollevi i tuoi pensieri, che vestono d’azzurro l’inverno. E così, fra il mare e la neve, venne il piccolo verso, la madre di quelle parole, lo scritto sgraziato, la riga che faceva la luce, la dolce lettrice, l’intersezione attaccata come un insetto al tempo vuoto, vennero e sulla nostra porta trovarono un segno segreto, una chiave difesa come una torre perché tu entrassi d’improvviso, di notte, di sera o di giorno, e
ora, ora di sempre, ora di ieri, ora d’oggi di nuovo
Ma sempre.
