Giorno 156
Guardai il lindo apostrofo, la brocca di parole pure come quell’esistenza che dal fondo della notte come mani tese mi venivano incontro…
Un cammino aperto tra i ricordi e gli abbracci viveva l’indistruttibile, l’immortale, la vita, un tratto della vena insondabile senza pace e senza terra che contenesse il silenzio all’estremo limite del tempo…
