Giorno 91
Era una parola insaziabile. Su una bocca muta. Su un’erba rada. Una storia fabbricata pezzo per pezzo. Fatta di brani e di tempi incompiuti. Di un’audacia eccessiva. Di gesti leggeri. Una traccia all’infinito che sussurrava domande. Che interrogava il denaro, la vita, il tempo…
Sai cos’è che rende infelici? La fame. La precarietà. Le radici tagliate. Prendi un albero. Tu lo strappi dalla terra per piantarlo altrove. Ma se gli tagli le radici la tua idea non funziona. L’albero muore. Ma prima di morire si dissecca. Perde linfa. Crepa lentamente…
Ebbene, le generazioni che hanno derubato del futuro o della loro parte di sogni, la gente a cui han promesso prosperità e non vede realizzare nulla in concreto è come l’albero. Muore. Ma prima c’è l’agonia…
Siete tutti pieni di profumo ma puzzate d’invidia. Tutto quello che vive vi spaventa. Intrappolati nei vostri calcoli. Attaccati alle vostre ricchezze. Devoti alle vostre ossessioni. A forza di contare denaro siete diventati curvi. Avete la gobba e neppure ve ne accorgete…
