“Mi dice — non posso fare a meno di trastullarmi per un momento con il pensiero di cosa sarebbe potuto succedere se eritArt avesse avuto in tasca cento euro al mese. Se avesse in qualche modo trovato cento persone disposte a donarle un euro una tantum…
La libertà intellettuale dipende da cose materiali. I sogni non sono creature isolate e solitarie. Sono il risultato di un lavoro in comune. Dev’esserci una collaborazione di qualche tipo tra lettori e autore all’interno della mente perché si compia l’arte della creazione…
E mi sono caduti sulla testa tutti i sogni che giacciono sperduti agli angoli della società, come mele bucherellate in un frutteto. Era quell’ammaccatura al centro che li aveva fatti marcire…”.
