Su questa traccia artefatta, a carattere patriarcale, su questa melodia dolcemente e volutamente mansueta, che ristagna remissiva e melanconica, si librano nell’aere le rivoluzionarie visioni al volgo proibite; quelle di un tempo che può e sa ancora permettersi la fragilità, la tenerezza o la disobbedienza degli orizzonti vasti e dell’immaginazione protagonista indiscussa e vigorosa…
Sì, mi sono svegliato presto. Penso ancora che una donna possa realizzarsi pienamente senza essere moglie e madre. Distruggere. Invece di raccogliere la vita brano a brano. Distruggere. Invece di abituarsi a tutto. Per tremare. D’emozione…
Sì, è quello che sembra e sembra quello che è. Il tempo che passa, alla fine muore…
