Il Sogno del giorno: 25 dicembre 2023

Che sia un Natale lungo il giusto. Dodici mesi a sentir parlare di battaglie, cultura, ultime spiagge. Ti ho riletto spesso, con uno sguardo isolato e lieto di esserlo, e devo ammettere che mi hai dato abbastanza cose da mangiare. Ma allora cos’è questo buco allo stomaco? Nostalgia, o assuefazione alla qualità del cibo e del servizio social. Chissà. Le tue parole erano un colpo di spillo quotidiano alle teste sempre più gonfiate. Erano una forma di lotta. E passavano per superbia. Erano una forma di rispetto. E passavano per aggressività. Succede. E succederà ancora…

Si è tanto parlato di partecipazione attraverso i canali social, ma era solo un’etichetta. In uno dei primi scritti, mi avevi sconcertata dicendo che quello, proprio quello, era stato il giorno più bello. Come può essere bella una sconfitta? Ma già, eri un Sogno. C’erano e ci sono grandi valori che i medi e i piccoli valori non sopportano. La differenza è che allora dovevi dimostrare qualcosa, adesso no. Penso ti sia rimasta la voglia di combattere e ti sia sparita la voglia di giocare. Di te era bello il modo in cui credevi in qualcosa: ci sono molti significati delle cose, e non è solo il senso che ci resta…

Continuo a credere che il sole dalla luna abbia avuto meno di quanto meritasse. Ma il rispetto che si manifesta per i tramonti appassionati quando escono allo scoperto, quello lo ha avuto. E vale parecchio. Vale al punto che da oggi aspetto un altro Sogno. Da qualche parte dovrà pur spuntare. Anche se in questo buio è difficile immaginarlo. E quando arriverà, non farà sconti. La nostra metaforica sconfitta è pronta. E  il Natale, non solo metaforico, sarà il sole a portarlo…

 

Cercando di dare il meno possibile nell’occhio Babbo Natale sonnecchia accanto due container per i rifiuti sistemati uno accanto all’altro, le mani giunte sul pancione, sembra che stia in posa per godersi la sua piccola, irrilevante felicità…

Sogno. Tutte le altre non sono altro che un manipolo di parole, troppo sgangherate per essere davvero rivoluzionarie, ma nelle condizioni giuste per prendere seriamente in considerazione la possibilità di diventarlo…

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