Disperso in giorni segnati dal movimento molecolare, disordinato di automobili e persone; fendeva la folla forte del suo sguardo, sempre in fuga come capita a chi non vuol mettere radici…
Era in cerca del luogo della solidarietà, che lo spazio pubblico consentiva quando cambiare il mondo era ancora possibile…
Agiva in modo coerente con ciò che percepiva di essere. Alla larga dall’ordine, l’autorità, i privilegi, quel nugolo screziato di latta e di vizi inconfessabili che conosce bene le regole della buona società…
