“Mi disse — invece di definire gli umani ‘simpatici’ o ‘antipatici’, mi sento più incline a pensarli come persone, eterogenei, distinti, diversissimi l’uno dall’altro. Ma per alcuni questo non va bene…
Secondo loro ogni corpo può essere ridotto in parti, e ogni pezzo può essere nominato e numerato, diviso e suddiviso secondo un ordine di precedenza…
Ormai l’esercizio del pensiero è così scorrevole e fluido che attraversa la mente come fosse acqua…”.
