Il Sogno del giorno: 2 gennaio 2024

Da quando abito quest’anno non so più a quale piacere donarmi. Venga esso da uno sguardo, o da qualche fantasia, oppure da quella smania di divertirsi che mi accavalla le cosce ogni due sorrisi. Forse, anche questo è trascorso. Viene dal profondo del momento. Cresce accanto all’attesa. E confesso che è assolutamente incantevole essere a monte di questa danza audace, eccessiva, appiccicato addosso a questo organo di comando erettile che si appassiona alla lingua scritta…

Non sono stanco. Posso fornicare ancora per secoli mentre adorno i sordidi tabù freudiani. Una figlia di buona famiglia non dovrebbe prenderlo in quel posto. Allora girarsi di schiena diventa un verso poetico. E inginocchiarsi un processo creativo. Lungo il fiume delle natiche si contrae una regione di spazio che mi cerca e mi fa segno di entrare. Un campo gravitazionale così intenso che ogni stereotipo che scivola da quelle parti viene non solo attratto, ma anche catturato. La rivelazione è un atto unico. Che volta le spalle a Freud…

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *