Risuona l’oggi: «Non pensare mai di essere solo, non pensare mai che la tua situazione sia più difficile di quella di altri». E chi glielo spiega, deve in tutta benevolenza rendergli facile la lettura. Assicurargli che la visione del mondo sia violenta ed eccitante, piena di eroi buoni e demoni malvagi…
In senso unicamente platonico, riconosco, in lui, l’ultima sponda di un’illusione ormai in crisi e la costante capacità di accettare la beata tortura del presente. Mantiene una specie di ritmo, di andatura ed è convinto che mostrarsi rispettosi verso la pratica comunicativa sia il modo; l’unica identità socialmente riconosciuta nella sua pienezza…
Questa lezioncina genera una narrazione e la fa sembrare una concessione al pubblico: non pensare mai di essere sola, non pensare mai che la tua situazione sia più difficile di quella di altri…
