Qualche volta mi fermavo a Notte Fonda…
Il momento più lontano dal tramonto e dall’alba era circondato da un uliveto che giungeva fino a mare. Al Culmine del Vero, c’era l’«atto contrario alla pubblica decenza», una vecchia costruzione incassata nella roccia e nella quale il cuore della notte entrava da alcuni passaggi sottomarini per riapparire limpido e cristallino…
Dall’altra parte del Vero, l’offesa rientrava con una insenatura che si prolunga profonda tra due “menti-corpi”, e il verde degli ulivi dava al pudore un colore licenzioso e gaudente. Per me Libertaria era la mia vita felice. Tanto più gustavo la sua bellezza, quanto più ero sicuro che, un giorno forse presto, non ci sarei più tornato…
Buon Ferragosto alle lettrici e ai lettori di eritArt – L’universo dei Sogni, alle compagne, gli amici, qualche spessore inedito, alcuni beni perduti…
