“Mi disse — sono, per essere precisi, le 23:47; sto scrivendo. E scrivere, per me, rappresenta una scelta tra una serena rassegnazione da un lato, e una rivolta contro la rassegnazione dall’altro…
Non credo molto nel commercio gratuito di opinioni private, ridotte in pillole e lanciate in rete. La realtà è piena di vincitori solitari in mantello nero che parlano a se stessi e per lo più di se stessi…
La nostra fermata per mezzo della scrittura procede a saltelli, non di corsa. Ha anche per molti versi, un bellissimo temperamento: è già qualcosa perché non piacerà a tutti…
È resistente come la pelle di un elefante, e ha l’evanescenza e lo splendore di un attimo sempre più minuto e inafferrabile…”.
