Del sogno cosa gli resta? «Penso che trascorrere almeno un po’ di tempo lontano dalla realtà dovrebbe essere obbligatorio, perché fuori dall’oggettività si capisce meglio come viviamo e che cosa siamo. Istintivamente, non mi vedo seduto attorno a un tavolo con esponenti di un mondo che apprezzo poco e che umanamente non mi piace. Per ora, penso a godermi la vita e a rompere gli orologi per regalare il tempo ai giovani».
Idee e pensieri arrivano alla spicciolata e nella massima tranquillità. Nessuno giudica nessuno. Così riscopro piccole gioie severamente vietate al grande pubblico, tipo un tocco di fantasia spalmato su un pezzo di pane. La lontananza dalla massa mi ha convinto che quel Sogno non ha prezzo. Programmi futuri? «Andare di bene in meglio. Direzione possibile vecchia maniera».
