Giorno 255
Futuro, magari futuro indeciso, incerto:
soltanto una scalfittura sottile sulla realtà preesistente,
soltanto due graffi il cui segno saliva
verso il mio stato come una critica pungente,
e quindi il resto: lo zucchero notturno, i galoppi
della fantasia, la fugace meta immaginaria,
l’indelebile fronte ideale, il coraggio
che alzava i suoi vitali pollini tra
nascere e ripetersi di umani e di esseri.
A una certa ora, in un certo giorno che conosco.
E ora, ora di sempre, ora di ieri, ora d’oggi di nuovo…
Ma sempre.
