Voleva ridere della gente che si prende troppo sul serio; che parla troppo, dice troppe cose, e manca di pudore. Era vestita di un grigio molto ruvido e arruffato, nero e bianco. Aveva notato in una cornice sofisticata, quasi morbosa, la commedia di una civiltà evoluta che celebrava se stessa…
Tutto quanto si svolgeva anno dopo anno come in una recita in cui ogni attore aveva una sua parte puntualmente segnata nel copione. La messa in scena frusciava come bisbigliando; finiva blindata col pensare a cosa è bene per lei, e andava perduta. Come se la realtà fosse un red carpet; come se non ci si potesse far niente, come se non fosse importante…
Domenica entrava nella parte e mordeva le persone. Sognare di vedere “La Serenissima in gondola” e alla fine trovarle davvero con i cellulari in mano in cerca di selfie con volti famosi era un po’ poco per soddisfare la sua sete di vita…
