Giorno 246
In Italia si contano circa 2.600 individui con un patrimonio superiore a 100 milioni di dollari. Tutto intorno alle loro sterminate ricchezze ci sono vite dove un cresce un filo di speranza e diritti dove il lavoro affonda nel fango più profondo…
Un italiano su tre trova una occupazione remunerata con un salario talmente modesto che non gli permette di superare la soglia di povertà. In un Paese civile, basterebbe questo per far scoppiare le rivoluzioni…
Per riequilibrare disuguaglianze (che non sono mai state così alte), una piccola patrimoniale sullo 0,1% dei più ricchi cambierebbe sanità intera…
Se ne parla in molti libri. Eccone uno: Riccardo Taglianò, Tassare i milionari (ed. Einaudi, 176 pagine 13 euro) prova a sgombrare il campo da molti miti che la riguardano, a partire dal più pernicioso: minaccerebbe i semplici benestanti…
Tassare la ricchezza sopra i 5,4 milioni di euro annui porterebbe nelle casse dello Stato la cifra stanziata dall’ultima Legge di Bilancio del governo Meloni…
Il sistema collasserà se ci rifiutiamo di comprare quello che ci vogliono vendere: le loro idee, la loro visione del mondo, le loro menzogne, i loro compromessi, la loro nozione di inevitabilità…
I padri e le madri dello Stivale se ne sbattono delle ideologie quando vedono sfruttati i loro figli…
Il progetto neoliberista ha promesso prosperità e ha consegnato fame, disuguaglianza e insicurezza. Il campo progressista è riuscito ad avanzare sul campo dei diritti (la condizione di molte minoranze è migliore oggi di quanto non fosse in passato), ma non è riuscito a superare il pensiero economico dominante…
Noi siamo molti e loro sono in pochi. Hanno bisogno di noi, più di quanto ne abbiamo noi di loro…
Bisogna difendere l’occupazione, si continua a sentir dire in giro. Sì, ma quale lavoro difendiamo: un lavoro senza dignità?
Con o senza figli, arrivare a fine mese è una fatica da bestie, anche se si lavora in due, anche se la busta della spesa pesa meno, anche se le vacanze non sono più in programma…
Quanto si può continuare a credere nella sicurezza in un Paese che non adotta un salario minimo legale e che viaggia alla media di 3 morti al giorno nei luoghi di lavoro?
I democratici sono caduti nell’ortodossia. Sono stati gestori delle macerie del neoliberismo. Vincono le elezioni con programmi di sinistra e poi praticano l’austerità, rinunciano alle politiche pubbliche in nome della governabilità. Sono diventati il sistema…
Anche se gran parte della popolazione non si considera rivoluzionaria, vuole una rivoluzione…
Vuole mangiare, mangiare bene, vivere bene. Avere scuole di qualità, ospedali di qualità, una politica climatica seria e responsabile. Vuole un mondo pulito e sano, un lavoro dignitoso, un salario equilibrato, un salario che permetta una vita confortevole…
No, l’indignazione non basta più. O rovesciamo tutto o siamo perduti…
Basta parole. Buon primo maggio.
